Organizzazione sul lavoro uguale meno stress
“Non è che non mi piaccia il mio lavoro, però che stress… il punto è che lavoro male”
Se anche tu almeno una volta hai pronunciato questa frase, prova a chiederti cosa ti fa lavorare male e cosa puoi fare per rimediare.
Quando dici di “lavorare male” e senti che stai per soccombere sotto il peso dello stress, cerca la fonte del tuo malessere. Cosa non va? Lo spazio? Il flusso di lavoro?

Mai più
tre errori da evitare:
- subire la disorganizzazione globale
- dire “nel mio disordine trovo tutto”
- pensare di non poter programmare
Queste azioni non fanno che peggiorare la situazione, perché a ben guardare, sono tutte riconducibili alla procrastinazione.
Non risolvono il problema: sono vie di fuga che servono a tamponare lo stress del momento ma non fanno che rimandare a un “dopo” non ben definito (o in qualche caso a qualcun altro) la soluzione alle situazioni sgradite.
Mai più senza
tre cose da fare:
1. Prenditi un po’ di tempo per creare uno spazio di lavoro che favorisca la tua concentrazione
Se è uno spazio condiviso, un po’ d’ordine e di aria nuova non dispiacerà a nessuno. Sgombera e ripulisci la tua scrivania, sollecita l’ufficio tecnico perché rimetta in squadra lo scaffale pendente, concorda con i colleghi, dove tenere le scorte di cancelleria.
Rimedia a ciò che ti dà malessere: arieggia il locale, aggiungi una pianta, togli residui di scotch dalle pareti, basta poco a volte per far nascere un circolo virtuoso e contagiare i colleghi.
2. Metti in ordine la scrivania
Scrivania, interno giorno: PC, tastiera, mouse, telefono, calcolatrice, e poi penne, graffette, spillatrice, post it e almeno tre cumuli di carte.
Se dici che nel tuo disordine trovi tutto, di solito significa che se il tuo capo ti chiede di passargli un documento:
- sai “quasi sicuramente” in quale dei tre gruppi di carte devi cercare il documento – lo cerchi e infine lo trovi;
- pensi di sapere dov’è quel che cerchi e finisci per rovistare in almeno due delle tre cataste;
- ammetti di non sapere bene quali documenti hai davanti agli occhi tutto il giorno – e nella maggior parte dei casi, riscrivi il documento dopo averlo cercato invano ovunque.
E intanto hai rovesciato più volte le carte accastellate, messo ancora di più a soqquadro il tavolo di lavoro, smosso una nuvola di polvere e accumulato stress e ansia perché nel frattempo il tuo capo ti ha sollecitato il documento.
Sai? Non è vero che in quel caos trovi tutto, e comunque fai una tale fatica e perdi tanto di quel tempo… ne vale la pena?
3. Programmare si può e si deve
se svolgi un lavoro d’ufficio, normalmente devi occuparti di progetti a lungo e medio termine e di varie operazioni quotidiane, più o meno ripetitive.
A questi compiti spesso si aggiungono le emergenze: imparare a gestire tutte le attività nel modo giusto significa evitare che automatismi ed emergenze assorbano il 100% del nostro tempo, a discapito del resto.
Questo perché “il resto” è spesso la parte più importante del tuo lavoro: sono i tuoi progetti a lungo termine che richiedono concentrazione, impegno, tempo ma che ti daranno le maggiori soddisfazioni.
A questi è importante dedicare l’attenzione che meritano, o finiranno per essere procrastinati fino a trasformarsi nell’ennesima emergenza.
Sono sicura che se provi Un buon metodo organizzativo ti aiuta a tenere la barra dritta anche in mezzo alla giornata più tempestosa, e riduce al minimo lo stress! garantito 🙂
A presto!
Germana