Quelli di voi che leggono la mia newsletter lo hanno saputo in anteprima:

è da un po’ che penso di scrivere due parole sul multitasking

confesso: anche io, fino a qualche tempo fa, cadevo spesso nella trappola del “riesco a fare tre cose contemporaneamente”, e me ne compiacevo, pure.

Credevo che lavorare ad una pratica e – contemporaneamente dare continuo riscontro (anzi, addirittura la priorità) a continue e-mail e telefonate relative ad altre pratiche aperte e gestire la programmazione significasse essere multitasking.

Produttività

Quando mi ci metto, cioè di solito quando ho un progetto a cui tengo tanto o sono pressata da una scadenza, io posso essere in effetti molto produttiva, e non perché sia un genio: ma men che meno – ora lo so – per le mie presunte doti di multitasker.

La capacità di restare concentrata e massimizzare le mie risorse dipende dal fatto che io conosco l’arte di organizzarmi, e soprattutto che faccio

 

una cosa alla volta

 

Se l’avessi saputo!

Ho letto di recente questo articolo del 2014 (dal Blog di RC Roma Congressi Eventi e Comunicazione, che ringrazio) ed ho avuto una folgorazione

Esercizio

esercizio di multitasking

Quando frequentavo la scuola per interpreti, una vita fa, anche noi facemmo in classe l’esercizio di cui si parla nell’articolo: una delle docenti ci chiese di recitare mentalmente i numeri da 100 a 0 mentre traducevamo un semplice testo dall’inglese.

Risultato

Se avessi saputo allora che il multitasking è l’alternarsi più o meno veloce dell’attenzione verso due attività (tre, se una di queste è un’azione meccanica) probabilmente non me la sarei presa più di tanto per il mio fallimento!

Ricordo che tenni la concentrazione per un po’ e molto presto mollai senza più sapere cosa stessi dicendo, a che punto fossi con la numerazione e men che meno di cosa stesse parlando il relatore!

 

A posteriori so che probabilmente lo scopo dell’esercizio non era scoraggiarci, ma piuttosto dimostrare che lavorare in quella modalità per un interprete spesso è necessario, ma è fonte sicura di errori e stress, e quindi allenarci a ben dosare le nostre energie.

Ma non lo sapevo, così decisi che il mio spazio era nella traduzione scritta 🙂 e adesso so perché ero più brava nella consecutiva che nella simultanea!

consecutiva

🙂 ecco le mie considerazioni finali:

  1. il multitasking non esiste
  2. gli interpreti sono dei mostri di bravura, verso di loro nutro e avrò sempre una stima incommensurabile
  3. esistono alcuni casi in cui alcune persone (quegli interpreti di cui al punto 2. e al momento non conosco nessun altro) sono talmente brave da avvicinarsi davvero tanto ad un vero multitasking

Resta il fatto che

 

costringere il nostro cervello a saltellare da un compito all’altro è un rischio: vale la pena?

 

Luglio è iniziato – e per i prossimi due mesi io sarò impegnata in un progetto che temo mi impedirà di scrivere qui.

Quindi, nel caso,

Buona estate, e arrivederci a Settembre!

Germana