Convinzioni sbagliate e abitudini da abbandonare

Se anche tu pensi che il disordine sia espressione di creatività e il multitasking una vera figata …

… questo articolo è per te: parla di convinzioni sbagliate e abitudini da abbandonare

esempio numero uno: “nel mio disordine trovo tutto”

Marco resiste alle insistenze della moglie: – “Secondo me hai bisogno di fare ordine, al mattino perdi un sacco di tempo a trovare i calzini, questo e quell’altro … se non ci fossi io andresti in giro conciato in dei modi …”. – “Non ce n’è alcun bisogno: io, nel mio disordine trovo tutto

esempio numero due: “se ho tutto sotto mano non dimentico niente”

Elisa, in piedi davanti alla scrivania, sposta cumuli di carte alla ricerca di un documento che ieri ha “poggiato proprio qua!” – “Lo so, la mia scrivania è stracolma ma io sono abituata – e poi così ho tutto sott’occhio”.

esempio numero tre: “l’archivio è una perdita di tempo”

Giovanna sta archiviando le pratiche chiuse e una collega dice: “L’ordine è il padre dei vizi. Potresti occuparti della mail che ti ho appena inoltrato, o vuoi prima finire le pulizie di primavera?”

esempio numero quattro: “il caos è segno di creatività”

Giulia studia sul tavolo di cucina. La scrivania, il letto, gli scaffali e ogni superficie visibile della sua camera è ricoperta di vestiti smessi, fogli di carta, oggetti vari, cavetti, altri vestiti lavati e stirati pronti da riporre nell’armadio … La mamma: “Le dico sempre di mettere a posto, ma d’altronde lei è una molto fantasiosa, è risaputo che dal caos nascono le idee migliori”.

Pensi anche tu che in fondo dedicarsi all’ordine e all’organizzazione sia una perdita di tempo?

Anche tu a volte pensi al tuo disordine come ad una prova della tua originalità? Ammettilo, a me puoi dirlo 🙂

Può darsi che sia vero, anzi, secondo certi studi il disordine può essere una fucina di idee nuove, fonte di originalità

Non c’è dubbio che alla fine, Marco non andrà certo in ufficio senza calzini

  • Elisa e Giovanna troveranno le pratiche che cercano
  • Giulia scoverà lo zainetto, le chiavi e il telefono nel caos della sua cameretta quando al pomeriggio sarà pronta per uscire.

ma

  • ma quanto tempo perdono queste persone a trovare quello che cercano?
  • Quanto stress accumulano cercando gli oggetti più disparati?
  • Quanta ansia per il ritardo nel consegnare un documento al capo o per arrivare in ritardo agli appuntamenti?

 

Esempio numero cinque: “fare due tre cose contemporaneamente… che ci vuole?”

Luigi, l’autista del bus ha appena accostato, i passeggeri si accalcano alla porta, la macchinetta dei biglietti s’inceppa e nessuno gli dà moneta spiccia, si confonde con il resto, intanto si è intasato il traffico e i clacson impazzano. Lui si innervosisce ma con gentilezza richiama la signora a cui ha dato 10 euro di resto anziché 5 e lei dal corridoio dell’autobus si lamenta:  “Ma non riesce a fare più cose contemporaneamente, lei??”.

La signora del bus è convinta che l’autista sia decisamente poco “sveglio”.

Anche tu sotto sotto, come un tempo capitava a me – provi una punta di orgoglio nel dire “cosa credi? riesco a fare tre cose insieme, io!”?

Il multitasking in alcuni casi esiste davvero (o meglio, in alcuni rari casi è applicato da alcune persone e per periodi molto brevi e non senza conseguenze sulla resa intellettiva). Anzi, presto vi racconterò in un prossimo articolo.

Probabilmente Luigi riuscirà anche oggi a quadrare i conti dei biglietti emessi senza doverci rimettere di tasca propria per qualche resto sbagliato.

Ma quante sono le reali possibilità che nel caos o nel tentativo di fare più cose insieme s’insinui l’errore?

Vale la pena rischiare di dovere sborsare dei soldi o fare tardi all’appuntamento o prendersi un rimbrotto del capo? È tempo di abbandonare le convinzioni sbagliate che si traducono in cattive abitudini:

disordine e multitasking ti fanno solo perdere tempo ed energie e ti complicano la vita!

A presto!

Germana