Decluttering: la gioia di fare spazio
Come ho raccontato qualche tempo fa qui, tra settembre e novembre ho viaggiato un po’.
Sempre, tornare dai miei viaggi mi ha riportato a casa un po’ diversa, e sempre con una specie di frenesia di cambiamento, ed è successo anche stavolta: più si avvicinava il momento di tornare, più sentivo che al rientro dovevo fare un po’ di decluttering per liberare i miei spazi da un po’ di cose superflue.
E’ la stessa voglia che ti prende in primavera, quando ti svegli e c’è il sole, e in casa fa più freddo che fuori, e non ne puoi più dei soliti vestiti; la stessa voglia che ti spinge ad un taglio di capelli non previsto.
Se è così anche per te, vai avanti a leggere i miei suggerimenti:
Io ho deciso di dedicami per primo ad un armadio che contiene la biancheria da camera e arredamento, perché sapevo che era il più bisognoso di cure: niente di urgente, ma proprio per questo rimandavo. Però sapevo che c’erano un po’ di cose da eliminare.
Ecco qualche esempio di quello che ho tolto dall’armadio (ho regalato tutto). Sono sicura che troverai un po’ di spunti per fare lo stesso!
Biancheria per la casa
Federe per i piumini. Già da un po’ pensavo di liberarmene: ho due figlie, per giunta fuori sede, due piumini – e ben 8 federe: decisamente troppe. Quelle che ho eliminato (scomode per via delle dimensioni troppo… ehm – scandinave) hanno fatto la felicità di una casa famiglia
Due vecchie coperte: una l’ho data alla figlia maggiore per uso bivacco-in-occasione-di-concerto-rock e l’altra, che era veramente vecchiotta, l’ho passata nella cuccia del nostro cane
Ho tenuto solo uno dei quattro teli da arredamento che si usavano anni fa come copri-tutto e regalato gli altri tre, che non mi servivano più. Quello che ho conservato lo uso in molte occasioni, gli altri stavano lì, inutilizzati, perché “tanto prendono poco spazio”
Ho eliminato una busta contenente alcuni bellissimi scampoli di stoffa, provenienti dall’adattamento di una tenda ed altri piccoli lavori di quando mi dedicavo al bricolage. Adesso che l’ho abbandonato non mi servono più e li ho destinati ad un’amica sarta, che li usa per toppe ed altre applicazioni.
Valigie effetto Matrioska
le valigie. Ne avevo una ormai troppo grande e di vecchia concezione, inutilizzata e già di fatto sostituita da altre due, dimensionate per i voli low cost e molto più leggere
Occhio all’effetto Matrioska: le valigie contengono più sorprese delle uova di Pasqua 🙂
Cosa è? te lo dico io: dentro la valigia ho “trovato”
- due zainetti ancora in buone condizioni ma che nessuno usa più
- un paio di borse termiche (di quando andavamo al mare durante il secolo scorso)
- una borsa da viaggio pieghevole in eco pelle che da sola pesa quanto il contenuto
ho regalato tutto.
Poi c’era un altro borsone sottile, comprato in Germania in occasione del mio primo viaggio da sola… questo l’ho tenuto, 🙂 piegato, imbustato, dentro la scatola dei ricordi
Mentre eliminavo tutte queste cose, mi chiedevo:
perché da ogni viaggio ti porti dietro questa voglia di cambiare? Forse perché ti accorgi che quando sei fuori, quello che non hai non ti manca.
Quando prepari la valigia, alla fine scegli qualche capo indispensabile tra tutti quelli che hai e porti con te solo quello che ti fa sentire davvero a tuo agio, che ti serve e ti piace davvero, cioè in definitiva le uniche cose che dovremmo tenere nei nostri spazi!
A presto 🙂
Germana